Ripensare i luoghi di lavoro per il dopo-pandemia

La pandemia ha portato con sé problemi di salute, difficoltà economiche, limitazioni alle attività e una totale rivoluzioni di come e dove le persone trascorrono le loro giornate. Alcune narrazioni si sono evolute; le grandi città stanno morendo, nessuno vuole abitare più in centro, non c’è futuro per l’ufficio. Queste ipotesi, se non false, sono quantomeno premature.

Un recente rapporto ha rivelato che circa un quarto della forza lavoro desidera tornare in ufficio a tempo pieno e il 74% dei lavoratori chiede che ci sia un ufficio a cui poter tornare. L’ufficio non scomparirà; tuttavia, sicuramente cambierà.

È necessario però che i dirigenti spostino la loro visione dell’ufficio da spazio creato in nome della produttività a qualcosa di nuovo e ancora inesplorato; un luogo di apprendimento, in cui riunirsi per affrontare le problematiche che si presentano.

In un mondo post-pandemia, l’ufficio dovrà conquistare un nuovo ruolo: cesserà di essere un semplice luogo fisico in cui i dipendenti lavorano. Sarà la rappresentazione della cultura e della visione aziendale, l’emblema dei valori dell’azienda, sia per i dipendenti che per gli altri stakeholder. Inoltre, sarà più importante che mai che questa struttura stabilisca un forte senso di identità, fornendo un’esperienza che coinvolga e incoraggi le persone.

Gli ambienti di ufficio saranno curati per aumentare la flessibilità delle diverse funzioni, per fornire ispirazione, per supportare l’apprendimento, per incarnare la cultura aziendale e per accogliere esperienze significative per i dipendenti.

Stiamo entrando in uno dei periodi più innovativi degli ultimi 20 anni in cui i leader dovranno ripensare le classiche conoscenze e norme aziendali. Ora è il momento di guardare avanti verso una nuova era degli ambienti aziendali e di lavoro.


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