Una nuova visione degli spazi di lavoro: il Multi Space.

Tra il 1970 e oggi, a partire dagli Stati Uniti, i muri degli uffici sono crollati e i dipendenti sono finiti in sterminate praterie chiamate Open Space.

L’ Open Space nasce come uno spazio amichevole, in cui la vicinanza rende più facile la comunicazione e la condivisione delle informazioni tra i colleghi.

Sono lontani i giorni in cui si vedevano uffici chiusi, porte con il nome impresso sopra e segretari che filtravano l’accesso ai dirigenti. Oggi l’atmosfera è conviviale, quasi come tra compagni di classe, dove la gerarchia non esiste e la leadership guida il suo Team ponendosi sullo stesso piano.

Da questo punto di vista, il concetto di Open Space è la migliore idea al mondo. Ma è davvero così?

“Silenzio, sto lavorando!”

La realtà ci dimostra che uno spazio aperto mal progettato sviluppa stress e disagi incessanti. Questi elementi dirompenti non aiutano la coesione tra le persone e in alcuni casi possono interferire con le buone relazioni che si instaurano con i colleghi.

Anche il rumore più insignificante, derivante da una vecchia tastiera, da un clic della penna o da uno starnuto ti distrae. Quella vocina che sussurra a 5 metri dalla scrivania diventa insopportabile. Una soluzione percorribile? Cuffie, ma a questo punto non ha senso chiudersi in una bolla all’interno di uno spazio aperto progettato appositamente per la condivisione.

In aree aperte in cui le postazioni sono assegnate in modo non conforme alle attività i metodi di lavoro e le pratiche di comunicazione sono completamente diversi le une dalle altre e risulta complicato lavorare, si perde focus e concentrazione.

È utopico pensare che si possano raggruppare varie attività in un unico spazio aperto senza che ciò crei danni collaterali. Il ritmo e il livello di attenzione di ogni individuo sono diversi così come sono molto diverse anche le modalità lavorative

Un recente sondaggio mostra che il 67% degli intervistati non desidera un Open Space.

Il primo criterio invocato dal 54% degli intervistati è la necessità di calma e concentrazione.

E la privacy del progetto? A volte si lavora su progetti interfunzionali, si naviga sul web, si collaudano le cose per ottenere il miglior risultato possibile. L’ Open Space vieta questo tipo di pratiche.

Questa sensazione di essere spiato, di dover essere sempre irreprensibile, di dover fare solo ciò che ti viene detto senza avere intimità nella tua vita professionale crea disagio ed influisce negativamente sulla tua performance lavorativa.

L’Open Space è un concetto obsoleto, bisogna dare spazio al Multi-Space.

La ricchezza di un’azienda risiede soprattutto nei suoi dipendenti ed il nostro modo di lavorare oggi è cambiato radicalmente. È quindi tempo che i nostri uffici si adattino e diano vita ad un nuovo spazio di lavoro.

La risposta è un’architettura ridisegnata in cui l’aspetto dinamico, il movimento e la creatività dell’azienda sono posti al centro della stessa: il Multi-Space.

Questo approccio offre spazi più intimi per pensare, concentrarsi e condividere idee. Il principio è creare luoghi di riflessione, di scambio, bolle di calma dove si possa andare da soli o con i colleghi.

Il successo del Multi-Space dipenderà dall’abilità delle aziende di integrare questa soluzione nei loro spazi di lavoro e anche dalla volontà di investire in un ambiente che possa influire concretamente sulla loro produttività. Con questa modalità, saranno in grado di mobilitare l’intelligenza collettiva e la capacità di innovazione delle loro forze vitali.

Colorare le pareti, scrivere i valori fondamentali, contribuisce a far desiderare ai dipendenti di lavorare in uno spazio collaborativo che si reinventeranno quotidianamente.

Il successo di un’azienda dipende dalle persone, dal Team che la guida. È quindi essenziale rivedere gli spazi per adattarli ad una nuova modalità lavorativa, al passo con i tempi.


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